top of page

Open Innovation: l’innovazione del futuro

Aggiornamento: 5 dic 2022

Cos’è l’Open Innovation

Spirito di adattamento, flessibilità mentale e strategia vincente di difesa sono alcuni degli elementi chiave per il successo di una start up. Ciò che invece permette ad un’azienda di evolversi nel tempo, stando al passo con i cambiamenti del mercato e intercettando i nuovi e crescenti bisogni dei consumatori, è l’innovazione. Il punto d’incontro tra queste due realtà è dato dall’Open Innovation, paradigma che afferma come le imprese che vogliono progredire nelle loro competenze tecnologiche, debbano fare ricorso alle idee esterne ed interne.


Ad oggi, un’impresa per essere competitiva non può più fare a meno dell’innovazione, e l’innovazione interna non è più sufficiente. I motivi principali che negli ultimi anni hanno spinto le imprese a puntare su idee esterne sono strettamente legati all’ambito della ricerca e sviluppo, alla diffusione continua della conoscenza e alla tecnologia; infatti fenomeni come la globalizzazione hanno causato rapidi cambiamenti nel panorama economico: riduzione del ciclo di vita dei prodotti, cospicui aumenti dei costi per i processi di Ricerca e Sviluppo, limitate idee del reparto R&S.


Open Innovation outbound e inbound

L’Open Innovation viene sintetizzata in due processi principali: outbound e inbound.

L’innovazione outbound, è generalmente ancora poco diffusa poiché viene ritenuta rischiosa, in quanto si articola in un processo di esternalizzazione di idee e stimoli interni, caratterizzati dall’obiettivo di portare innovazione all’esterno dell’azienda. L’inbound, si basa invece sulla ricerca esterna di nuove idee e nuovi progetti, finalizzati a portare innovazione all’interno dell’azienda.


Per fare Open Innovation, le imprese prediligono l’acquisizione di start up innovative, poiché generalmente si tratta di una situazione win-win. Le aziende si assicurano nuove idee, tecnologie, competenze e contemporaneamente possono confrontarsi con un modello organizzativo più lean. Allo stesso tempo, le startup hanno la possibilità di attingere a capitali più ampi, acquisendo esperienza, connessioni e know how. L’obiettivo finale dell’Open Innovation è quindi una contaminazione di idee, soluzioni, processi, persone, competenze e risorse aziendali che siano in grado di generare vantaggi per tutti quelli che sono gli attori del processo: grandi aziende, start up, partner, singoli “inventori”, mercato.


Open Innovation in Italia

Quasi tutte le aziende leader italiane hanno creato una divisione ad hoc nell’ambito di Open Innovation, acquisendo consapevolezza strategica sull’innovazione. Una ricerca di Osservatori Startup Intelligence e Digital Transformation Academy ha evidenziato come nel 2021 in Italia, l’81% delle grandi aziende abbia investito sull’Open Innovation e di queste, il 49% ha portato avanti collaborazioni con startup. Questo evidenzia come anche sul territorio italiano, le imprese si stiano espandendo anche verso attori non tradizionali, creando un ambiente focalizzato maggiormente sull’innovazione esterna. Come conseguenza, le startup hanno trovato terreno fertile per diventare protagoniste, stimolando lo sviluppo e la propensione verso mercati innovativi.


Un esempio concreto di come l’Open Innovation stia prendendo piede all’interno del territorio italiano è dato da Enel. Ernesto Ciorra, responsabile dell’innovazione del colosso energetico, ha rilasciato un’intervista a Digital4Executive, nella quale ha rimarcato l’importanza della contaminazione con le start up. Nel caso di Enel, l’open innovation è stata messa in atto attraverso la partecipazione al superacceleratore per le energie pulite iNCENSE. Grazie a questo progetto verranno cofinanziati da Bruxelles 8 milioni di euro con l’obiettivo di far crescere 42 startup grazie ad un contributo non rimborsabile fino a 150mila euro.


Uno sguardo al futuro

Il modello di Open Innovation definisce una nuova via, concreta ed efficace, per dare spazio al potenziale dell’innovazione ed ai potenziali sviluppi dell’economia globale.

Ad oggi ci sono tutti gli elementi e le condizioni necessarie affinché le organizzazioni possano innovare con meno rischi ed in maniera più veloce ed efficiente, bilanciando in modo uniforme sia le innovazioni aperte, che quelle chiuse.


Articolo di Chiara Galimberti - Responsabile Area Research & Development JECatt


77 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti
bottom of page